| GESTIONE DELLE PROBLEMATICHE AMBIENTALI
ALL'INTERNO DELL'IMPRESA |
| (di R. Giacomozzi) |
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| APPROCCIO PRO-ATTIVO E VANTAGGI
ECO-COMPATIBILITÀ |
| Esistono diversi modelli di gestione della
variabile ambientale all'interno dell'impresa, tra i quali se ne possono comunque
individuare quattro principali: modello manageriale avanzato, modello manageriale
adattivo, modello manageriale delle buone intenzioni, modello manageriale passivo. |
| Al primo corrisponde la cosiddetta impresa
pro-attiva che riesce ad usufruire di notevoli vantaggi competitivi legati alla sua scelta
di eco-compatibilità. |
| MODELLO MANAGERIALE AVANZATO |
| Al modello manageriale avanzato
corrisponde l'impresa cosiddetta pro-attiva (che può essere anticipativa o addirittura
innovativa), che riconosce nella variabile "ambiente" un fattore critico di
successo ed un'importante leva competitiva e che, nei confronti della normativa, si pone
nelle condizioni di superarla con standards di performance migliori di quelli in essa
previsti. |
| A tale modello appartengono
soprattutto imprese di medie e grandi dimensioni, internazionalizzate, con importanti
quote di fatturato all'estero e che operano in contesti molto dinamici in tema ambientale.
Esse hanno capacità di anticipazione rispetto alla produzione legislativa nazionale in
quanto il loro orizzonte normativo di riferimento è prevalentemente sovranazionale. Esse
adottano nelle varie sedi possedute in Paesi diversi le più severe regole in vigore in
uno qualsiasi di essi, anticipando quindi in alcuni la normativa nazionale. |
| Tuttavia anche alcune imprese di
piccole e medie dimensioni caratterizzate da una forte flessibilità e da una management
giovane e dinamico stanno utilizzando una politica ambientale aggressiva e di nicchia. |
| Alcune imprese pro-attive sono
molto innovative ed hanno l'ambizioso obiettivo di minimizzare progressivamente l'impatto
sull'ambiente, sino quasi ad annullarlo. Ciò nella convinzione che nel lungo periodo i
benefici delle loro politiche saranno superiori ai costi in quanto esse non fanno che
anticipare l'inevitabile evoluzione delle legislazioni ambientali, ottenendo forti
vantaggi nei confronti dei concorrenti. |
| In tutte le imprese appartenenti
a tale modello viene attivata la R&S (Ricerca e Sviluppo) per individuare soluzioni di
prodotto o di processo anticipative o completamente innovative. In generale si compiono
una serie di sforzi per: |
| - la progettazione e lo sviluppo
di prodotti "verdi", ossia eco-compatibili che richiedono spesso relazioni
integrate con fornitori e clienti; |
| - introdurre tecnologie pulite,
ossia tecnologie che rispetto alle altre prevalenti in un certo periodo, hanno un ridotto
impatto sull'ambiente; |
| - riciclare le acque reflue
industriali; |
| - recuperare scarti/sfridi di
produzione; |
| - attuare il più possibile il
contenimento dei consumi di energia; |
| - effettuare una attenta
selezione dei trasportatori e degli smaltitori; |
| - modificare il packaging
(materiali usati per il confezionamento) per renderlo maggiormente eco-compatibile; |
| - utilizzare imballaggi
riutilizzabili; |
| - sostituire i materiali con
altri non tossici, più riciclabili/rinnovabili; |
| - ricercare con attenzione nuove
opportunità nel mercato delle materie prime seconde per la vendita di scarti, sfridi,
parti di prodotti usati, non riutilizzabili internamente; |
| - comunicare all'esterno gli
interventi ambientali effettuati ed i miglioramenti ottenuti. |
| Le principali strategie
ambientali utilizzabili da tali imprese infatti possono essere: |
| strategie di prodotto o di
mercato con le quali esse puntano alla progettazione e promozione di prodotti
ecologici ossia di quei prodotti la cui produzione, distribuzione, consumo ed eliminazione
al termine della loro vita utile, avvengono nel rispetto dell'ambiente. Tali strategie
richiedono una forte azione di marketing e sono tipiche delle grandi imprese che producono
per il consumo finale. Alcune di esse cercano di sfruttare la caratteristica di
eco-compatibilità dei loro prodotti come strumento di differenziazione attraverso
l'Ecolabel, ossia il marchio comunitario di qualità ecologica secondo quanto previsto dal
Regolamento CEE 880/92, che rappresenta uno strumento volontario per certificare la
qualità ecologica dei propri prodotti. |
| strategie di processo
che consistono nell'uso di tecnologie pulite le quali, attraverso modifiche di processo,
consentono l'uso razionale ed il risparmio di materie prime e risorse ambientali (energia,
aria, acqua, suolo) e la riduzione di emissioni, scarichi e rifiuti. |
| I problemi che l'impresa può
incontrare per la loro introduzione sono legati, oltre che ai costi, alle
"performance" ed alla "user-friendliness". Per
"performance" si fa riferimento all'efficienza, all'efficacia, alla
flessibilità ed alle prestazioni qualitative della tecnologia. Per
"user-friendliness" si intende la facilità dell'introduzione e dell'uso. Molte
tecnologie infatti spesso sono rigettate semplicemente perché sconvolgono le routine di
produzione, i metodi di lavoro, richiedono nuove capacità ed abilità ecc.. Le tecnologie
di abbattimento al contrario normalmente possono essere incorporate facilmente nei
processi di produzione esistenti richiedendo modesti cambiamenti. |
| strategie di immagine e
comunicazione con le quali le imprese cercano di far conoscere il loro impegno
e le loro politiche ambientali al fine di ottenere un'immagine "verde" presso i
consumatori ed un migliore rapporto con le pubbliche amministrazioni, le banche, le
società di assicurazione, ecc.. Le strategie di immagine e comunicazione naturalmente si
associano a quelle di prodotto e di processo. Infatti proporre un'immagine
"verde" senza un reale impegno ambientale può essere per l'impresa un'arma a
doppio taglio e può produrre pericolosi effetti "boomerang". Gli strumenti
utili ai fini dell'immagine e della comunicazione sono i bilanci ambientali, le
certificazioni (Ecolabel, ISO 14000), la dichiarazione ambientale prevista dall'EMAS e
naturalmente quelli caratteristici del marketing quali la pubblicità, la promozione, le
pubbliche relazioni e la sponsorizzazione. |
| strategie di alleanza
le quali prevedono un impegno comune a livello settoriale nel raggiungimento degli
obiettivi globali di tutela e vengono di solito promosse dalle associazioni di categoria
(es. Programma "Responsible Care" di Federchimica). La frammentazione delle
conoscenze in campo ambientale e la necessità di una preparazione, sia sua temi
specifici, sia su problemi generali, infatti rende necessaria la collaborazione tra
imprese, lo scambio di know how, di metodologie e di esperienze. |
| Le imprese del modello avanzato
inoltre utilizzano strumenti specifici quali l'Analisi del ciclo di vita (meglio nota come
"Life Cycle Analysis", LCA), i bilanci ambientali, il benchmarking (ossia il
confronto con altre situazioni in materia ambientale) ed i Sistemi di Gestione Ambientale
(SGA). Il sistema di gestione di un'impresa pro-attiva è fortemente orientato in senso
ambientale per cercare di ottenere dei vantaggi competitivi sostenibili nel medio-lungo
periodo. |
| Tale modello ha una diffusione
ancora limitata anche se è in fase di crescita soprattutto in seguito alla spinta da
parte delle pubbliche istituzioni attraverso campagne di sensibilizzazione sui temi
ambientali, forme di incentivazione economica dei comportamenti pro-attivi, l'applicazione
del principio "chi inquina paga" nella normativa ambientale (basti pensare al
Decreto n.22 del febbraio '97 per quanto riguarda gli imballaggi), ecc.. |
| MODELLO MANAGERIALE ADATTIVO |
| Tale modello identifica
l'impresa reattiva, preoccupata sostanzialmente di rispettare quello che la
regolamentazione ambientale le impone, con una buona dotazione di strumenti, ma senza
spingersi oltre nelle proprie prestazioni, con interventi che potrebbero essere anche
onerosi. L'impresa cerca di minimizzare gli sforzi per la riduzione dell'impatto
sull'ecosistema conseguente alla sua attività, adeguandosi ai limiti di volta in volta
imposti dalla normativa, dai clienti, dai fornitori, dall'opinione pubblica, ecc.. |
| Con riferimento ai prodotti essa
modifica componenti e materiali unicamente per rispettare la normativa, così come
introduce miglioramenti ambientali nei processi solo quanto sono obbligatori ed
improrogabili. |
| Il comportamento reattivo finora
descritto, che anche è il più diffuso, non è da ritenersi adeguato e sufficiente per
garantire la competitività e la redditività dell'impresa nel medio e lungo periodo. Essa
infatti potrebbe incontrare dei problemi anzitutto in seguito ad un'evoluzione della
normativa sempre più veloce e non sempre prevedibile in quanto i tempi a disposizione per
adeguasi potrebbero essere inferiori a quelli necessari; secondariamente a causa del
crearsi di obsolescenze anticipate ed inaspettate degli impianti prodotte dall'avanzamento
nelle tecnologie ambientali. Tutto ciò in aggiunta al rischio di presentarsi sui mercati
come un soggetto di ritardo e con un'immagine ambientale meno positiva rispetto ai
concorrenti. |
| MODELLO MANAGERIALE DELLE BUONE
INTENZIONI |
| Esso è proprio dell'impresa
incerta la quale possiede un buon grado di cultura e sensibilità ambientale ma non ha i
mezzi tecnici o finanziari per farvi seguire un concreto impegno ambientale, tanto che
diventa difficile lo stesso rispetto delle leggi. |
| Sono soprattutto imprese di
piccole dimensioni, con una proprietà e/o un management caratterizzati da una notevole
sensibilità ambientale e dalla intuizione della necessità di trasformare l'ambiente in
una possibilità o addirittura in una opportunità. Ciò nonostante non riescono a
modificarne la gestione. |
| Vista la grande diffusione nel
nostro Paese di imprese di piccole dimensioni, molte delle quali possono essere
considerate appartenenti a questo modello, i pubblici poteri stanno cercando di realizzare
delle iniziative di supporto agli sforzi ambientali di tali imprese per consentire loro di
trasformarsi in imprese pro-attive dando un notevole contributo allo sviluppo sostenibile.
Per questo le istituzioni pubbliche stanno introducendo (e questa tendenza aumenterà nei
prossimi anni) forme di incentivazione economica dei comportamenti ecocompatibili come
sgravi fiscali, contributi in conto capitale, semplificazioni amministrative, ecc. per
spingere le imprese verso il rispetto dell'ambiente. |
| MODELLO MANAGERIALE PASSIVO |
| Tale modello si riferisce
all'impresa indifferente che, approfittando delle lacune del sistema di gestione delle
politiche ambientali, continua a comportarsi come se l'ambiente fosse solo un vincolo da
superare in qualsiasi modo, in una logica in cui il profitto (di breve periodo) è lo
scopo unico dell'esistenza dell'impresa. Essa non intende introdurre cambiamenti per
migliorare la gestione ambientale e percepisce l'ambiente come un problema o una minaccia
per il proprio posizionamento competitivo. Il suo sistema di gestione non è orientato in
senso ambientale. |
| Sono soprattutto imprese di
piccole e piccolissime dimensioni che non ricevono pressioni e sollecitazioni dai loro
committenti e che riescono con facilità a sfuggire ai controlli ed alle sanzioni. |
| I comportamenti passivi nei
confronti dell'ambiente finora descritti possono creare notevoli problemi di sopravvivenza
alle imprese, specie se operanti in settori con criticità ambientale media o alta, in
quanto i vincoli normativi sono sempre più stringenti, i controlli stanno divenendo man
mano più incisivi, i problemi di accettabilità sociale dell'impresa assumono una
rilevanza crescente. Ci sono inoltre elevati rischi anche sul mercato legati all'immagine
aziendale, soprattutto in presenza di imprese concorrenti pro-attive. |
| VANTAGGI DELL'ADOZIONE DI UN
APPROCCIO PRO-ATTIVO |
| Introduzione |
| Una gestione eco-compatibile da
un lato può produrre maggiori spese ma dall'altro può garantire moltissimi benefici
notevolmente superiori alle prime quali: |
| - minori costi per rispettare la
normativa a tutela dell'ambiente; |
| - minori costi di smaltimento
dei rifiuti e minori consumi di risorse; |
| - minori costi legati agli
incidenti ambientali ed alle sanzioni; |
| - migliore immagine verso i
clienti; |
| - migliori rapporti con i
lavoratori; |
| - migliori rapporti con le
autorità pubbliche e la popolazione locale; |
| - migliori rapporti con le
banche; |
| - minori premi di assicurazione; |
| - migliori relazioni con gli
azionisti; |
| - maggior valore dell'azienda in
caso di vendita, fusione, ecc. della stessa; |
| - maggiori possibilità di
ottenere agevolazioni finanziarie, incentivi economici, semplificazioni o vantaggi nelle
procedure amministrative. |
| Tra i benefici elencati sono di
particolare interesse i migliori rapporti con una serie di stakeholders quali clienti,
banche, società di assicurazione, azionisti, ecc., soprattutto quando l'impresa fornisce
all'esterno delle precise garanzie circa il suo impegno e la sua compatibilità
ambientale. |
| Tuttavia anche la riduzione dei
cosiddetti "costi del non ambiente", come quelli causati da inefficienze,
incidenti, sanzioni, ecc., non sono da sottovalutare. |
| Minori costi per rispettare
la normativa a tutela dell'ambiente |
| Il punto di osservazione
prevalente delle problematiche ambientali è stato tradizionalmente quello giuridico. In
un sistema economico come il nostro caratterizzato da un rilevante uso della normativa
quale strumento di comando, controllo e sanzione nella politica ambientale, prevale un
atteggiamento di adattamento agli standards legislativi. |
| In Italia la proliferazione
legislativa è ingente, continua, mal coordinata e la discrezionalità interpretativa
delle autorità è molto ampia creando un clima di notevole incertezza. Può risultare
quindi utile per le imprese agire in una prospettiva di anticipazione della normativa per
ridurre la dipendenza da forme di estemporaneità legate ai meccanismi legislativi e
politico-amministrativi. |
| L'anticipazione consente di
poter programmare gli interventi necessari secondo i tempi di investimento caratteristici
delle imprese, senza dover sottostare all'imposizione di vincoli che diventano operativi
con scadenze troppo ravvicinate. L'impresa può così sottrarsi a problemi di liquidità
legati alla necessità di effettuare delle spese improvvise, impreviste o incerte
nell'ammontare, migliorando la gestione finanziaria. |
| Inoltre per poter adottare le
soluzioni tecniche migliori e meno onerose applicando i tradizionali criteri di
economicità, vanno evitate situazioni di particolare urgenza e scadenze incombenti. |
| Infine va constatato che a volte
le tecnologie pulite che consentono di ridurre a monte la produzione di fattori
inquinanti, possono essere meno costose di quelle di abbattimento applicate a valle dei
processi produttivi per togliere gli inquinanti una volta prodotti e per ridurre i
quantitativi e/o la pericolosità dei rifiuti. Di conseguenza molto spesso è preferibile
agire in una logica preventiva piuttosto che agire in una logica di risanamento. |
| Minori costi di smaltimento
dei rifiuti e minori consumi di risorse (materie prime, energia, ecc.) |
| Per lo smaltimento dei rifiuti
le imprese devono sostenere dei costi spesso rilevanti. Anzitutto deve essere pagato il
servizio fornito dall'impresa di smaltimento ed il trasporto e secondariamente il tributo
speciale per lo smaltimento in discarica (L. n. 549 del 28 dicembre 1995 e circolare
Ministero delle finanze n. 190/E del 24 luglio 1996) il cui ammontare viene fissato con
legge regionale (all'interno di un range definito da fonte statale) per kg di rifiuti. Il
costo per lo smaltimento rifiuti risulta pertanto variabile da Regione a Regione e
particolarmente alto in quelle "in emergenza rifiuti". Molto spesso quindi i
costi di smaltimento sono più alti dei costi di recupero e riciclaggio. |
| L'impresa pro-attiva cerca di
ridurre i rifiuti da essa prodotti in tutte le fasi, operando "alla fonte"
attraverso la sostituzione di alcuni fattori produttivi, la modifica dei processi, la
riformulazione dei prodotti, l'introduzione di miglioramenti tecnici e gestionali. Inoltre
essa cerca di realizzare il cosiddetto "remanufacturing" ovvero riparare,
rilavorare, reinserire nel processo produttivo parti e componenti scartate in seguito a
difetti qualitativi. Infine si attiva per riciclare o riusare residui come materie prime
seconde. Attraverso tali attività vengono ridotti i quantitativi dei rifiuti destinati
allo smaltimento finale e quindi i relativi costi. |
| Lo sforzo di compatibilità
ambientale, nei modelli di comportamento avanzati (pro-attivi), si traduce normalmente
anche in un miglioramento dell'efficienza sull'intero arco delle prestazioni aziendali e
quindi in un minor consumo di risorse. |
| Attraverso il recupero, il
riciclaggio, il riutilizzo di scarti, sfridi, parti componenti, imballaggi si possono
risparmiare i costi di acquisto dei materiali. Quando non è conveniente il recupero per
l'utilizzo all'interno dell'impresa può esserlo la vendita a terzi di scarti, sfridi,
ecc. oppure delle materie e dei prodotti riciclati, pur dovendo sostenere costi di
separazione e trasformazione. |
| Si possono inoltre introdurre
tecnologie e processi che assorbono un minore quantità di energia. |
| In molti casi può essere
conveniente il riutilizzo di acque reflue dopo averle sottoposte ad idonei trattamenti per
la rimozione degli inquinanti ed il ripristino di un livello qualitativo adeguato. |
| Minori costi legati agli
incidenti ambientali ed alle sanzioni |
| L'introduzione di sistemi di
prevenzione produce come risultato quello di evitare costi spesso rilevanti e di solito
non controllabili conseguenti al verificarsi di eventi indesiderati. La cattiva gestione
dell'ambiente (molte imprese non rispettano neanche gli standards di legge
intenzionalmente o per incompetenza degli addetti) sottopone l'impresa ad un costante
rischio di sanzioni amministrative o addirittura penali, compromettendone a volte la
stessa sopravvivenza. |
| Le sanzioni per la violazione
della normativa ambientale sono piuttosto pesanti ed inoltre a differenza di quanto accade
in materia di sicurezza non è previsto l'istituto della prescrizione. |
| Oltre alla sanzione esiste per
l'impresa il problema della responsabilità civile per danni ambientali. In Italia con
l'art. 18 della Legge n. 349 del 1986 (Legge istitutiva del Ministero dell'Ambiente) sono
state introdotte regole generali di responsabilità per colpa e di responsabilità
individuale per danno all'ambiente. Tale regola della responsabilità individuale
significa che in caso di concorso nello stesso evento dannoso ciascuno risponde nei limiti
della propria responsabilità individuale. |
| Esistono comunque alcune leggi
ambientali precedenti che fissano regole di responsabilità oggettiva per alcuni settori
particolari (inquinamento di acque marine da idrocarburi, settore nucleare, danni causati
da oggetti spaziali). |
| Il concetto di responsabilità
oggettiva naturalmente è molto più oneroso di quello per colpa obbligando al
risarcimento del danno anche in assenza della prima. |
| Migliore immagine verso i
clienti |
| Le imprese pro-attive migliorano
i loro rapporti con i clienti sia nel caso che producano per il consumo finale sia che
siano imprese sub-fornitrici. |
| Nei mercati e nei settori che
presentano un'elevata sensibilità verso le tematiche ambientali emergono delle barriere
all'entrata legate all'impegno ambientale delle imprese. |
| Le imprese esportatrici in
particolare risentono delle condizioni di penetrabilità dei mercati esteri di
destinazione dei prodotti e delle regole che ne disciplinano l'accesso. Ad esempio nel
caso della Germania attraverso la eco-etichetta sui prodotti, "l'angelo blu", e
del "punto verde" sugli imballaggi si sono di fatto introdotti dei vincoli cui
le imprese che esportano sul mercato tedesco devono sottostare. |
| Non è forse possibile affermare
che ogni impresa leader in campo ambientale è necessariamente un'impresa leader nel
proprio mercato concorrenziale, perché molteplici sono i fattori che concorrono al
risultato, ma si può sicuramente sostenere che nessuna impresa che desideri conquistare e
mantenere posizioni di vantaggio competitivo può, e soprattutto potrà evitare di
misurarsi con l'obiettivo della qualità ambientale. |
| Una strada che sembra
particolarmente produttiva per soddisfare al massimo le esigenze della clientela (e che
dovrà essere necessariamente seguita almeno dalle imprese produttrici di beni di consumo
durevoli) è quella di estendere il servizio ben dopo la fase della vendita e
dell'assistenza post-vendita, per ricomprendervi anche la consulenza ambientale e
soprattutto il ritiro dei prodotti a fine vita ed il successivo smontaggio, riciclo e
corretto smaltimento delle parti non riciclabili. |
| Per quanto riguarda le imprese
sub-fornitrici molto dipende dal comportamento e dalla politica ambientale dei loro
committenti. Va sottolineato che molte grandi aziende stanno utilizzando il loro potere di
acquisto con i fornitori medio-piccoli per migliorare le loro prestazioni ambientali
complessive e la loro immagine. La richiesta di cambiamento si sposta dunque verso i
fornitori che in virtù della loro minore dimensione, sono mediamente più flessibili,
dinamici e possono più tempestivamente adottare le modifiche organizzative, procedurali e
comportamentali necessarie a migliorare le prestazioni ambientali. |
| In tal caso per l'impresa
sub-fornitrice il miglioramento della gestione ambientale diventa una condizione per la
conservazione del rapporto con il committente. |
| Migliori rapporti con i
lavoratori |
| Il maggior impegno dell'impresa
per il rispetto dell'ambiente può contribuire a favorire una maggiore motivazione e
partecipazione dei lavoratori, sempre più sensibili alle problematiche ambientali in
quanto anche consumatori, cittadini, genitori, ecc. . |
| Inoltre i problemi ambientali
sono strettamente connessi con quelli relativi alla sicurezza dei lavoratori nei luoghi di
lavoro. Per fare un esempio dei rifiuti tossici o infiammabili accantonati nello
stabilimento in maniera scorretta, in seguito ad una cattiva gestione dell'ambiente
all'interno dell'impresa, possono determinare anche un aumento dei rischi per la salute e
sicurezza dei dipendenti, come il rischio di incendio o il rischio di contatto o
inalazione di sostanze nocive. |
| Di conseguenza nelle imprese
più attive nei due campi il lavoratore trova un clima più favorevole, si sente più
coinvolto, più rispettato e tutelato. Da questo possono derivare una maggiore
motivazione, un maggior spirito di collaborazione, una maggiore disponibilità ed una
maggiore produttività. |
| Migliori rapporti con le
autorità pubbliche e la popolazione locale |
| Le imprese che compiono notevoli
sforzi per migliorare le loro prestazioni ambientali, specie se tali sforzi sono
documentati e comunicati all'esterno, determinano un atteggiamento favorevole delle
autorità pubbliche e della popolazione locale. |
| Di conseguenza ogni iniziativa o
richiesta dell'impresa vengono normalmente accolte con un maggior favore. I rapporti con
la pubblica amministrazione possono essere più snelli e meno burocratizzati. |
| La stessa procedura di V.I.A.
(valutazione di impatto ambientale, cfr. D.P.R. 12.04.96) può essere semplificata.
Un'impresa impegnata nel miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali (ad
es. in quanto certificata ISO 14001) infatti deciderà di realizzare un nuovo progetto di
investimento solamente se questo è in linea con l'obbiettivo precedente mentre in caso
contrario arriverebbe ad accantonarlo o almeno modificarlo. Quindi difficilmente
incorrerebbe nel rischio che, dopo aver iniziato la procedura di V.I.A e sostenuto i
relativi costi, in particolare quelli per lo S.I.A (studio di impatto ambientale), l'opera
non possa essere realizzata in seguito al diniego delle autorità competenti, dovuto in
buona parte all'opposizione delle popolazioni interessate. |
| Inoltre un'impresa pro-attiva,
specie se munita di certificazione ambientale, difficilmente verrebbe vista come un
soggetto suscettibile di comportamenti negativi nei confronti dell'ambiente e ciò può
contribuire ad evitare un atteggiamento di difesa della popolazione locale o di negazione
da parte delle pubbliche autorità. |
| Migliori rapporti con le
banche |
| Le condizioni di credito, in
particolare il tasso di interesse e l'ammontare del prestito concesso, variano al variare
del grado di rischiosità del cliente. |
| Il bilancio di esercizio
dell'impresa, composto da conto economico, stato patrimoniale e nota integrativa, viene
attentamente valutato dagli Istituti di credito a tale scopo. Tuttavia da esso non si
evince con chiarezza la gestione ambientale dell'impresa, alla quale possono essere legate
passività latenti e costi futuri imprevisti. |
| Le imprese che redigono il
bilancio ambientale, ossia un documento specifico che descrive gli sforzi compiuti
dall'impresa per raggiungere l'eco-compatibilità nell'ottica di una maggiore trasparenza
verso l'esterno, che dimostrano l'impegno per il miglioramento continuo delle prestazioni
ambientali e che mostrano una immagine ambientale positiva, offrono maggiori garanzie di
non incorrere in problemi di redditività o di liquidità legati ai rischi ambientali, e
normalmente ottengono migliori condizioni di credito. |
| Gli Istituti di credito come
anche gli obbligazionisti ed ogni altro tipo di finanziatori saranno disposti ad accordare
tassi di interesse più bassi all'impresa quando essa dimostra ad esempio con la
certificazione ambientale e/o la dichiarazione ambientale che la sua rischiosità
ambientale è inferiore a quella delle altre imprese concorrenti. |
| Naturalmente tali vantaggi
dipendono anche dalla sensibilità e dalla cultura ambientale della banca, e quindi del
suo top management, ma anche dei suoi operatori in generale. |
| Minori premi di
assicurazione |
| Le società di assicurazione
sono sempre più attente alle tematiche di gestione dei rischi ambientali. In alcuni casi
infatti essi sono enormemente determinanti nella vita dell'impresa come nel caso di
attività industriali rientranti nel D.P.R. n. 175 del 17 maggio 1988, il quale sottopone
tali attività ad una disciplina molto severa in quanto caratterizzate da alto rischio di
danno per i lavoratori e per l'ambiente esterno. |
| In generale comunque le imprese
pro-attive godendo di una migliore immagine, riescono ad avere migliori rapporti con le
società di assicurazione ed ad essere considerate più affidabili e quindi meno
rischiose. Ciò naturalmente si riflette sulla sfera economica attraverso l'ottenimento di
minori premi di assicurazione. |
| Nel caso delle assicurazioni
valgono le stesse considerazioni fatte nel paragrafo precedente per le banche. Va tuttavia
precisato che in materia assicurativa le conseguenze della gestione ambientale sono molto
più immediate e dirette di quelle sul credito. La considerazione della variabile
ambientale da parte del soggetto assicuratore è molto meno legata al discorso della
sensibilità e cultura ambientale e molto più ad un discorso di necessità alimentata da
precisi e significativi riscontri pratici. |
| Migliori relazioni con gli
azionisti |
| La gestione ambientale
dell'impresa ha normalmente delle conseguenze sulla gestione economica e finanziaria per i
motivi già illustrati in precedenza. Quindi anche gli azionisti (naturalmente nel caso di
S.p.a. e S.a.p.a.) possono essere interessati alla gestione ambientale della società. |
| Il loro interesse varia a
seconda della loro cultura ambientale, del settore di appartenenza dell'impresa e della
dimensione della società. In ogni caso una buona immagine ambientale contribuisce a delle
buone quotazioni di borsa ed in generale al favore degli investitori quando soprattutto
l'impegno ambientale si traduce in un aumento di competitività ed in migliori risultati
economici di medio e lungo periodo. |
| Gli azionisti avrebbero bisogno
(come d'altronde ciascuno degli altri principali stakeholders come le banche, le società
di assicurazione, ecc.) di informazioni ad hoc sulla gestione ambientale
dell'impresa. Tuttavia fino ad oggi le imprese hanno preferito divulgare dei rapporti
molto generali sulle emissioni, sul consumo di energia e di acqua, ecc. e raramente è
stato creato un collegamento tra informazioni ambientali ed informazioni di tipo
economico. |
| L'accertamento della
compatibilità ambientale degli stabilimenti realizzata mediante eco-audit (verifiche
ambientali) rassicura gli azionisti circa il valore del patrimonio aziendale e costituisce
una garanzia di redditività sia nel breve che nel lungo periodo. |
| Maggior valore dell'azienda |
| In caso di eventuali
acquisizioni o fusioni la variabile ambientale sta diventando sempre di più un fattore
fondamentale che può modificare di diversi ordini di grandezza il valore di un'azienda. |
| In molti casi le imprese
interessate fanno effettuare delle vere e proprie valutazioni del sito produttivo,
chiamate Due Diligence (trattasi di una tipologia di audit ambientale), per verificare
l'esistenza di diseconomie ambientali significative, che potrebbero essere latenti e
determinare ingenti costi imprevisti nel futuro. |
| Inoltre vi sono molti esempi che
illustrano come essere i primi ad imboccare un certo percorso, apparentemente incerto,
come quello della responsabilizzazione e trasparenza ambientale, garantisca risultati
notevolmente superiori alle aspettative. I "first comers" possono usufruire di
consistenti vantaggi competitivi conseguenti al perseguimento di strategie avanzate in
contesti in cui l'atteggiamento dei concorrenti sia prevalentemente difensivo. In caso di
acquisizioni, fusioni, ecc. il know how, le metodologie, le esperienze possedute
dall'impresa oggetto dell'operazione potrebbero arricchire notevolmente l'acquirente,
l'incorporante o il nuovo soggetto nascente dalla fusione. |
| Di conseguenza il fattore
ambientale è fondamentale nella determinazione del valore dell'azienda da acquisire o con
la quale realizzare la fusione. |
| Maggiori possibilità di
ottenere agevolazioni finanziarie, incentivi economici, semplificazioni o altri vantaggi
nelle procedure amministrative |
| La politica ambientale si sta
orientando sempre di più verso gli incentivi economici per incoraggiare investimenti ed
iniziative a favore dell'ambiente. Sempre di più le leggi e le disposizioni con cui si
erogano agevolazioni finanziarie prevedono come presupposto o elemento di favore il
completo rispetto delle leggi in materia ambientale o l'adesione a norme volontarie quali
il Regolamento EMAS e le norme ISO 14000. Inoltre altre disposizioni prevedono specifici
finanziamenti in conto capitale (a fondo perduto) per gli investimenti a favore
dell'ambiente. |
| Molto probabilmente in futuro la
politica economica italiana si orienterà ancora di più in senso ambientale, viste le
esperienze di altri Paesi del Nord Europa come la Germania, la Danimarca, la Norvegia,
ecc. dove gli incentivi economici per il miglioramento della gestione dell'ambiente sono
molto sviluppati. Ciò al fine di evitare che le imprese italiane si presentino sul
mercato europeo e mondiale come dei soggetti di ritardo e quindi per difendere la
competitività del nostro Sistema-Paese. |
| Anche in materia di procedure
amministrative l'eco-compatibilità consente di avere vantaggi, semplificazioni,
agevolazioni. Un esempio di agevolazione per dimostrato impegno ambientale dell'impresa è
la previsione del D.Lgs. n. 152 del maggio 1999 sulla tutela delle acque il quale
all'art.23, comma 2 recita: "tra più domande concorrenti per usi industriali è
preferita quella del richiedente che aderisce al sistema ISO 14001 ovvero al sistema di
cui al regolamento CEE n. 1836/93 .. sull'adesione volontaria delle imprese del settore
industriale a un sistema comunitario di ecogestione e audit" |